H. “Cantare Per me è come vivere.  Mi sento viva quando canto…. quando canto esprimo  i miei sentimenti: se sono triste, felice, gioiosa, divertita. Tutto. Per me il canto è una cosa molto importante nella mia via vita. Per esempio, se ho litigato con  un’amica, o una persona importante, ad un tratto mi viene  un certo pensiero: canta. Canta, forse se canti ti sentirai bene, ti sentirai meglio. Così comincio subito a cantare”

 

La Casa dell’ArtEducazione, nasce nel 2014 (dalla volontà e collaborazione di ForMatArt con Comune di Milano, Università di Torino, Progetto Axé Italia, Cooperativa Tempo per l’infanzia e ICS Casa del Sole) come sperimentazione di welfare plurale con l’intento di garantire il diritto all’Arte, alla Cultura e alla Bellezza a tutte le ragazze e i ragazzi che altrimenti non potrebbero accedervi.

L’Arte è un potente motore di cambiamento e di crescita, personale e sociale. Attraverso la pratica artistica si impara un modo di entrare in contatto con sé e con il mondo che non procede per imitazione o assimilazione, ma per trasformazione creativa e permanente della realtà, dentro e fuori di noi. Dare l’accesso a questa possibilità di espressione e comunicazione attraverso i linguaggi artistici è un obiettivo di equità sociale per le ragazze e i ragazzi di oggi e per il mondo del futuro.

Obiettivo originario del progetto è sempre stato quello di dimostrare la potenza e l’efficacia dei percorsi arteducativi con i minori a rischio e di dare il via ad un Servizio Pubblico innovativo che garantisse la massima accessibilità e diffusione della pratica.

L’obiettivo è stato raggiunto tanto che dal 2018 il progetto è diventato un servizio dell’Assessorato Educazione e Istruzione del Comune di Milano: Spazio ArtEducazione Milano. 

 

C. “Ho 17 anni e sono arrivato in Italia nel febbraio 2015. Io amo la musica, quella elettronica in particolare… Quando sono arrivato alla Casa dell’ArtEducazione non parlavo neanche una parola. Ma qui alla Casa dell’ArtEducazione, siamo in tanti così. E ho capito che parlando, si impara. E allora io vengo alla Casa per parlare e per suonare. All’inizio a scuola è stato duro perché prendevo solo brutti voti e io ero sempre stato uno studente modello nel mio paese. L’unico punto fermo in quel periodo sono stati la mia famiglia e la musica. Non ho mai smesso di venire alla Casa dell’Arteducazione e di suonare perché la musica è un pezzo del mio corpo. Nell’Unità della Musica ho un progetto: voglio suonare Imagine con tutti gli strumenti, uno alla volta,  registrare le tracce e poi metterle insieme. Voglio fare questo esperimento e poi farlo ascoltare a tutti, qui alla Casa ma anche alla mia scuola. Imagine è il mio nuovo progetto. Perché la musica mi fa sentire che io sono ancora io.

 

Grazie al contributo di

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