ForMattArt si trova oggi in una fase di passaggio che riguarda il suo futuro in modo diretto. Negli anni l’organizzazione è cresciuta, ha ampliato i territori, ha sviluppato progettualità complesse e costruito relazioni solide con istituzioni, scuole e comunità. Questo sviluppo è stato possibile grazie a un forte investimento da parte del Consiglio Direttivo, che ha tenuto insieme visione, progettazione, gestione operativa e responsabilità amministrativa. Proprio questo assetto, che ha garantito tenuta e continuità fino ad oggi, evidenzia ora un limite strutturale: una concentrazione elevata di responsabilità e funzioni su poche figure . Questa configurazione non è più sostenibile nel lungo periodo e rende difficile immaginare un reale ricambio nella governance. Il punto, quindi, non è semplicemente inserire nuove persone, ma trasformare le condizioni in cui l’organizzazione funziona. Il passaggio generazionale non avviene da solo e non può basarsi sulla disponibilità di qualcuno a sostenere gli stessi carichi e le stesse modalità operative del passato. Richiede un lavoro intenzionale, che parta da una scelta precisa: creare spazio e aprire possibilità. Creare spazio significa intervenire sull’organizzazione in modo concreto. Significa rendere espliciti i processi decisionali, chiarire i ruoli, distinguere le funzioni, evitare che tutto continui a passare dalle stesse persone. Significa anche rendere l’organizzazione leggibile, accessibile, comprensibile a chi non ne ha costruito la storia. Senza questo passaggio, ogni ingresso resta parziale e ogni tentativo di coinvolgimento si scontra con una struttura che rimane chiusa, anche senza volerlo.
Aprire possibilità significa invece lavorare sulle condizioni che permettono a nuove persone di assumere responsabilità. Non si tratta di trovare figure “già pronte”, ma di costruire un contesto in cui sia possibile entrare, apprendere e crescere nel tempo. Questo implica affrontare in modo diretto il tema della sostenibilità, sia organizzativa che economica. Il progetto evidenzia con chiarezza come la dipendenza da progettualità a breve termine e la gestione accentrata delle funzioni rappresentino oggi elementi di vulnerabilità . Se queste condizioni non cambiano, il ricambio resta fragile o non avviene. All’interno di questo processo diventa necessario intervenire anche sul tema del controllo. Nelle fasi di crescita, è stato naturale accentrare decisioni e responsabilità per garantire efficacia e continuità. Oggi però questa stessa modalità rischia di impedire l’ingresso reale di altre figure. Ridurre il controllo non significa perdere direzione, ma costruire un’organizzazione che possa essere abitata da più persone. Significa creare sistemi e strumenti che permettano di condividere responsabilità, evitando che ogni passaggio dipenda sempre dalle stesse figure.
In questo quadro, accompagnamento e formazione non sono elementi accessori, ma condizioni essenziali. Una nuova generazione di governance non può essere immediatamente operativa su tutti i livelli. Ha bisogno di tempo, di affiancamento, di occasioni concrete per comprendere i processi e assumere responsabilità in modo graduale. Il progetto prevede proprio questo: percorsi di mentoring, sviluppo delle competenze e inserimento progressivo nelle funzioni gestionali e decisionali . Senza questo lavoro, il passaggio rischia di essere solo formale. Tutto questo porta a una riflessione più ampia su ciò che un’organizzazione lascia a chi verrà dopo. L’obiettivo non è trasmettere un modello da replicare né chiedere continuità nelle modalità operative. L’obiettivo è costruire una base solida da cui partire. Un’organizzazione più strutturata, più chiara nei processi, più sostenibile nella gestione, ma allo stesso tempo aperta a sviluppi diversi. Lasciare un’eredità, in questo senso, significa tenere insieme due dimensioni: da una parte la necessità di consolidare ciò che permette all’organizzazione di funzionare, dall’altra la consapevolezza che il futuro non potrà essere una semplice ripetizione del presente.
Il lavoro che ForMattArt sta avviando va in questa direzione. Non si tratta di cambiare identità, ma di rendere possibile la sua continuità nel tempo, creando spazio e aprendo possibilità reali per chi entrerà nei processi di governance nei prossimi anni. Grazie a Fondazione Cariplo che con il contributo accordatoci ci permette di avviare e consolidare questa transizione.





