Agire con responsabilità: quando arte, deontologia e riflessività incontrano la giustizia
Una nuova proposta formativa per gli operatori dell’UIEPE promossa da ForMattArt APS.
Come si costruiscono le decisioni nei contesti della giustizia? In che modo il linguaggio utilizzato dagli operatori influenza la lettura delle situazioni e le possibilità di cambiamento delle persone? Quale ruolo giocano i gruppi di lavoro nella costruzione di interpretazioni, rappresentazioni e pratiche professionali? Sono queste alcune delle domande al centro del percorso formativo “Agire con responsabilità. Deontologia, narrazione e linguaggi artistici nei contesti della giustizia”, una proposta di alta formazione rivolta agli operatori degli Uffici Interdistrettuali di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) e sviluppata da ForMattArt APS. Il percorso nasce dalla consapevolezza che la deontologia non possa essere ridotta a un insieme di norme o principi astratti, ma rappresenti una pratica quotidiana che prende forma nelle relazioni, nelle decisioni e nei processi collettivi che attraversano il lavoro professionale. Nei servizi della giustizia, infatti, gli operatori si trovano costantemente ad agire all’interno di contesti complessi, caratterizzati da vincoli normativi, responsabilità istituzionali, urgenze operative e dalla necessità di costruire relazioni significative con persone portatrici di storie, fragilità e possibilità.
La proposta formativa introduce un approccio innovativo che integra riflessione deontologica, lavoro di gruppo e linguaggi artistici. Scrittura, narrazione, arti visive e dispositivi teatrali vengono utilizzati non come strumenti espressivi fine a sé stessi, ma come occasioni per osservare l’esperienza professionale, interrogare gli automatismi interpretativi e sviluppare nuove consapevolezze. Attraverso questi dispositivi, i partecipanti sono accompagnati a rendere visibili i processi attraverso cui si costruiscono giudizi, rappresentazioni e decisioni, favorendo uno sguardo più riflessivo e responsabile sul proprio agire. Particolare attenzione viene dedicata al gruppo di lavoro, considerato non soltanto destinatario della formazione ma vero e proprio luogo di ricerca. Le équipe professionali, infatti, non sono contesti neutri: producono significati, definiscono priorità, costruiscono linguaggi condivisi e orientano concretamente l’azione professionale. Lavorare sulla deontologia significa quindi anche interrogare le dinamiche implicite che attraversano i gruppi, valorizzare il confronto tra differenti professionalità e promuovere processi decisionali più consapevoli e partecipati. La formazione si sviluppa in cinque moduli per una durata complessiva di 35 ore. Il percorso accompagna progressivamente i partecipanti nell’esplorazione del proprio sguardo professionale, nell’analisi del ruolo delle narrazioni e dei linguaggi, nell’osservazione delle dinamiche di gruppo, nella lettura dei contesti attraverso le arti visive e nella costruzione di pratiche di riflessività collettiva trasferibili nella quotidianità lavorativa.
L’obiettivo non è fornire risposte preconfezionate o modelli standardizzati, ma creare uno spazio di confronto in cui gli operatori possano interrogare criticamente il proprio operato, riconoscere la complessità delle situazioni e sviluppare strumenti per agire in modo sempre più responsabile. In questa prospettiva, il conflitto, il dissenso e la pluralità dei punti di vista non vengono considerati ostacoli, ma risorse preziose per costruire processi decisionali più ricchi e rispettosi della complessità umana. La proposta si colloca nell’ambito delle competenze relazionali, comunicative e deontologiche e rappresenta un esempio significativo di come i linguaggi artistici possano contribuire allo sviluppo professionale nei contesti della giustizia. Attraverso la scrittura, la narrazione, il teatro e le arti visive, la formazione apre infatti spazi di osservazione e pensiero che permettono di andare oltre la dimensione tecnica dell’intervento, promuovendo una cultura professionale fondata sulla riflessività, sulla responsabilità condivisa e sulla capacità di mantenere aperte possibilità di cambiamento per le persone e per le organizzazioni. In un tempo in cui i servizi della giustizia sono chiamati a confrontarsi con sfide sempre più complesse, investire sulla qualità dello sguardo professionale e sulla capacità dei gruppi di costruire pensiero collettivo significa rafforzare non solo le competenze degli operatori, ma anche la possibilità di una giustizia più consapevole, umana e generativa.
RICHIESTO ACCREDITAMENTO CROAS
