Mirko Filice in arte Kiave — rapper, arteducatore e sound engineer, responsabile della progettazione e realizzazione dei percorsi Hip Hop e Rap di ForMattArt APS — è appena rientrato da Vilnius, dove ha partecipato a una visita di studio e a un confronto internazionale dedicato ai linguaggi artistici come strumenti inclusivi, partecipativi e di cittadinanza attiva. L’esperienza si è svolta nell’ambito del progetto europeo CLiViE – Cultural Literacies’ Value in Europe, finanziato dal programma Horizon Europe, e ha coinvolto ricercatori, educatori e artisti provenienti da diversi Paesi europei. Un’occasione preziosa per condividere pratiche educative, metodologie e risultati maturati nel lavoro con ragazze e ragazzi, e per mettere in dialogo territori, contesti educativi e visioni differenti.
Tornare con più domande: il valore del processo educativo
Il ritorno da Vilnius non porta con sé risposte definitive, ma più domande di quante ce ne fossero alla partenza. Ed è forse questo il segnale più autentico di una crescita reale, non solo professionale ma anche interiore. Nel confronto internazionale è emersa con forza un’idea che attraversa da tempo il lavoro educativo di ForMattArt: nell’ArtEducazione il valore non risiede nella finalità, ma nel processo. Nel tempo condiviso, nelle relazioni che si costruiscono, nella possibilità di mettersi in discussione insieme, senza scorciatoie né semplificazioni. Le pratiche artistiche, quando sono radicate nei contesti e co-costruite con le comunità, non funzionano come strumenti “a risultato”, ma come spazi di esperienza, capaci di accogliere complessità, conflitti, fragilità e trasformazioni lente.
Il Rap educativo come pratica culturale situata
In questo dialogo europeo, il lavoro portato avanti da ForMattArt nei percorsi di Rap educativo e Hip Hop Pedagogy, in particolare al Corvetto, è stato riconosciuto come una pratica educativa viva e situata, profondamente connessa ai territori e alle biografie dei ragazzi e delle ragazze coinvolti. Non come un modello da esportare, ma come un’esperienza attraversata da domande reali, capace di generare partecipazione, espressione e consapevolezza. In questo senso, il Rap emerge come linguaggio culturale contemporaneo, capace di tenere insieme parola, identità, conflitto e ascolto, offrendo spazi di riconoscimento e di cittadinanza attiva. Il confronto con il mondo della ricerca ha rafforzato l’idea che queste pratiche possano diventare vere e proprie competenze culturali, strumenti per leggere il presente e immaginare il futuro, soprattutto nei contesti urbani complessi.
ForMattArt e le reti come infrastruttura educativa
Se oggi questo lavoro può dialogare con un contesto internazionale, è perché ForMattArt rappresenta una casa progettuale solida, capace di tenere insieme visione, cura e continuità. È all’interno di questa cornice che i percorsi Hip Hop possono maturare nel tempo, essere accompagnati, interrogati e messi in relazione con altri sguardi. Accanto a questo, il valore delle reti — locali, nazionali ed europee — si conferma fondamentale: non come vetrina, ma come spazio di apprendimento reciproco, confronto e crescita condivisa. Un ringraziamento va all’Università di Milano-Bicocca e a tutta la rete progettuale CLiViE per l’invito, l’ascolto e la qualità del lavoro condiviso.
Si torna. E si continua a fare
Tornare dai contesti europei con nuove domande, nuove alleanze e nuove prospettive è parte integrante del modo in cui ForMattArt intende l’educazione e la cultura.
Si torna nei territori. Nei laboratori.
Nelle relazioni quotidiane con ragazze e ragazzi. Con meno certezze, forse. Ma con più consapevolezza.
Perché fare educazione attraverso l’arte, oggi, significa soprattutto questo: restare nel processo.
E continuare a fare.




